Fiorenzo De Vita
Un viaggio di crescita personale
Sono Fiorenzo De Vita e da quasi 15 anni mi occupo di orientamento e crescita personale per adulti, adolescenti e studenti attraverso la scoperta e riscoperta dei propri talenti, vocazioni, attitudini e desideri, su cui solo è possibile fondare un progetto di vita autentico e soddisfacente e performare nel modo migliore per perseguirlo.
Sono laureato in filosofia, ma non sono sempre stato uno studente modello e il mio percorso formativo non è stato lineare.
Da ragazzino pensavo di diventare ingegnere perché mi sembrava un titolo da “persona di un certo livello”, una fonte di soddisfazione per i miei genitori
che facevano molti sacrifici per darmi possibilità migliori di quelle che avevano avuto loro e forse un lavoro che mi avrebbe fatto fare un sacco di soldi; in questa prospettiva ho scelto il liceo scientifico, ma mentre studiavo con fatica materie per quali non avevo alcun interesse, la mia attenzione si
rivolgeva sempre più a ciò che mi entusiasmava davvero: le persone, l’animo umano e gli infiniti modi in cui si manifestava nell’arte, nella poesia, nella vita
di tutti i giorni.
Così, terminato a fatica il liceo, mi sono iscritto alla facoltà di filosofia, materia che mi aveva tenuto a galla al liceo, perché era la sola che mi accendeva.
Ma anche la filosofia accademica ha cominciato a starmi stretta; mentre scoprivo che il vero filosofare era anzitutto, al modo di Socrate, un conoscere sé stessi come strumento per migliorare la propria vita e quella degli altri, non si faceva altro che sviscerare e commentare pensieri e vite altrui; ero sempre più consapevole dei problemi del tempo in cui vivevo e mi chiedevo che contributo si dava davvero nel migliorare la vita da quelle cattedre in cui non si faceva che parlare del senso della vita.
Tra gli studi “ufficiali” ho cominciato a cercare me stesso e a viaggiare come potevo, coltivando quello che ho imparato essere un mio talento: la scrittura. Ho pubblicato poesie, racconti, un breve romanzo e diversi testi teatrali. Il mio percorso non era canonico ma mi faceva sentire che c’era qualcosa per me nel mondo, qualcosa con cui risuonavo e che mi dava un senso di possibilità.
Assecondando il mio naturale desiderio di ricerca, dopo la laurea mi sono trasferito a Milano per studiare la filosofia pratica: un modo nuovo, seppur molto antico, di usare la filosofia come forma di crescita personale fondata sul dialogo: esattamente ciò che faceva il mio maestro Socrate.
Ho studiato consulenza filosofica presso centri prestigiosi in Italia, in cui ho appreso ad utilizzare la filosofia e la parola come chiavi d’accesso al sentire autentico delle persone e strumenti per poter operare trasformazioni significative nella propria vita.
Ho accettato di friggere patatine in un fast food per un periodo, così da sostenermi lontano dalla mia famiglia e dalle comodità, per poter seguire ciò che volevo davvero. Il me ragazzino che voleva fare l’ingegnere non avrebbe mai potuto farlo; ho cominciato a scoprire quante possibilità si aprono quando si ha una motivazione autentica, fondata su ciò che si vuole davvero.
Gli anni successivi li ho dedicati all’incontro con le vite vere, fuori dai libri, con le difficoltà autentiche, le fragilità, le fatiche ma anche con la bellezza e la risorse nascoste che la vita ci nasconde in mezzo: ho lavorato con tossicodipendenti, disabili, fragili psichici, minori a rischio, giovani in dispersione scolastica (non friggevo più patatine, il che non mi dispiaceva affatto); in queste esperienze ho potuto esercitare e affinare la pratica consulenziale e le mie capacità relazionali attraverso situazioni-limite, imparando a conoscere persone dietro le definizioni, scoprendo quanto la gioia e la bellezza vera è in qualche modo sempre intrecciata con la fatica, la crisi, la perdita e che ogni possibilità di cambiamento è fondata anzitutto su un cambio di prospettiva rispetto al racconto che fanno o ci facciamo di noi.
Poi sono diventato anch’io uno di loro: per una serie di accadimenti, da un giorno all’altro ho perso compagna, lavoro e casa.
Da questa posizione di perdita radicale e di vuoto ho cominciato un viaggio a piedi durato 33 giorni e 780 km che è stato l’esperienza forse più formativa della mia vita: sulla mia pelle ho imparato cosa significa sentirsi perduto, estraneo a se stesso, privo di certezze esterne, vuoto.
Ma nonostante tutto, ero ancora vivo.
Così, passo dopo passo, ho imparato che proprio lo stato di perdita, di vuoto, di crisi, lungi dall’essere una fine è l’apertura di ogni possibilità autentica di sapere chi siamo e cosa vogliamo davvero, di capire chi e cosa ci sta intorno, di quanto tutto è legato a noi e come vogliamo starci insieme; cos’avevo perso davvero? il racconto che facevo di me.
Allora ho potuto vedere tutto ciò che di me era escluso da quel racconto: la vita che mi scorreva dentro e intorno al di là di qualunque identità e certezza che potevo appiccicarmi addosso. questo è ciò di cui si occupavano davvero i filosofi, ed è così che sono diventato filosofo. Una perdita radicale è diventata una rinascita radicale.
In questa “seconda vita” ho continuato ad occuparmi di fragilità ma con una rinnovata chiarezza, dedicandomi in particolare agli adolescenti e giovani studenti attraverso progetti di orientamento e ri-orientamento interiore presso scuole pubbliche e fondazioni private. Nel 2023 ho pubblicato il saggio “OLTRE LA STRADA – Filosofia di viaggio” in cui le mie esperienze sono diventate linee guida per il cambiamento e la crescita personale.
Dal 2019 mi sono specializzato in “life coaching” sul metodo “Resonance” di Simone Pacchiele, con cui ho approfondito gli studi su come sono collegati tra loro mente, corpo e linguaggio e come, la loro armonizzazione, permette di essere più efficaci in ogni campo della propria vita.
In questo percorso ho acquisito padronanza con tecniche di crescita personale capaci di provocare cambiamenti davvero efficaci e duraturi,
fondate sull’assunto che la vera trasformazione non passa dal lavoro sul problema ma dalla ristrutturazione degli schemi-filtri, mentali e corporei,
attraverso cui ci approcciamo al mondo: esattamente ciò che anni addietro avevo vissuto attraverso l’esperienza di viaggio.
Il cambiamento autentico non è della mente, ma del nostro modo di essere, di stare nel mondo, di sentirlo, con tutto noi stessi.
Non sono diventato un ingegnere, ma oggi sono un professionista affermato nel campo dello sviluppo personale, nella ristrutturazione di strutture mentali ed esistenziali. A ben vedere, forse, anche questo è un tipo d’ingegneria. È un lavoro che faccio con passione, dedizione e gioia perché ha a che vedere con chi sono io e che, per questo, mi porta ad ottenere successi tangibili.
Il mio lavoro così non è la mera applicazione di procedure standard apprese da qualche testo, ma è un lavoro sulla persona e con la persona, unica e irripetibile, che di volta in volta si rivolge a me.
Oggi, la mia missione è “guidare gli altri nel loro viaggio di auto-scoperta”.
Attraverso la consulenza
personalizzata, aiuto le persone a:
- Identificare i propri valori e obiettivi
- Superare gli ostacoli interiori
- Sviluppare fiducia in se stessi
Credo fermamente che ognuno abbia un potenziale illimitato. Il mio ruolo è quello di essere una guida e un catalizzatore per chi è pronto a intraprendere questo emozionante viaggio di crescita personale, che è il viaggio della propria vita.